Impiegati
Regia: Diego Venezia. Italia. MiniDv, colore, 37'
Il documentario esplora la vita quotidiana di quattro impiegate milanesi. Si tratta di un soggetto, da un certo punto di vista, eminentemente “milanese”: la desertificazione industriale a cui è andata incontro negli ultimi trenta anni Milano ha significato infatti una profondissima mutazione antropologica, che ha sostituito i vecchi quartieri operai con le nuove periferie impiegatizie. La scelta di un soggetto, i cui contorni sfumano nella banalità della sua notorietà e che con i suoi imperativi di normalità si rifiuta tenacemente di esporsi in un campo di visibilità, deriva dalla convinzione che soltanto con la rinuncia all’irrealismo dello spettacolo organizzato ogni giorno dall’industria della visione è possibile estrarre la sostanza opaca e sofferente della quotidianità.
l’impegno di documentazione che ci si è assunti nella realizzazione di questo film ha richiesto una scelta stilistica radicale nelle modalità di ripresa e di messa in scena. Si sono infatti raggiunte radicali decisioni riguardo le modalità di ripresa e più in generale il linguaggio cinematografico da adottare per svolgere il filmato. In particolare si è deciso di rinunciare a qualsiasi movimento di macchina per le riprese in interni (con l’intento di comunicare la fissità statuaria della socialità impiegatizia) adoperando a questo scopo inquadrature fisse e prolungate della mdp sia laddove vengono ripresi oggetti e luoghi sia quando invece sono ritratte delle persone.
Relativamente a quest'ultimo punto, è necessaria una chiarificazione: se la scelta di frantumare il più possibile i movimenti di camera risponde all’esigenza di potere rappresentare la pietrificazione esistenziale dei soggetti in questione, tuttavia, una simile decisione registica non è stata fatta nel nome di una ricerca veritativa fine a se stessa, rifiutandoci di sacrificare gli individui sull’altare di un puro sapere visivo. La frantumazione di quelle vite anonime in una miriade di immagini che solo la macchina da presa riesce a ricomporre ha infatti in sé un momento di pietas profonda, perché nasce dal rifiuto del movimento spettacolare delle immagini che saldano la non-vita reale degli impiegati nell’ininterrotto sogno di una vita irreale.
Soltanto sfaldando i ritmi di quel movimento, che pretende di offrire una unità a delle vite che di fatto non la possiedono, è possibile cercare, attraverso i frammenti di esistenza che il gorgo delle immagini trascina con sé, le falde dove si compone una diversa economia dei corpi e degli oggetti, alla ricerca di una felicità che non si identifichi soltanto con l’ascolto del monologo ininterrotto che le immagini compongono.
Dati
- Italia. MiniDv, colore, 37'
- Regia: Diego Venezia
- Soggetto e sceneggiatura: Walter Baroni, Diego Venezia
- Fotografia e ripresa: Marco Ronchi, Daniele Vascelli
- Montaggio: Riccardo Tessa
- Suono: Marco Domante
- Produzione e organizzazione: Massimo Dusi, Fabio Esposito, Davide Rizzitelli
- Aiuto regia: Umberto Terruso
- Conduzione Interviste: Walter Baroni
- Coprodotto da Associazione Filmmaker
